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MonFilmFest

IL CINEMA CHE VOGLIAMO

immagina esiste perché la salvaguardia della sua esistenza è il GIOCO, in una mare di presunti professionisti, noi ci siamo inventati I Giochi di Cinema. Una piccola associazione culturale che ha un bilancio da intenerire per la sua esigua portata e soprattutto per l’esigua portata dei finanziamenti a cui accede, compie il suo miracolo, fa parte del gioco, sostenendosi con i contributi dei suoi soci. Il GIOCO ha delle regole concordate e crediamo che concordare sia un atto di condivisione. Addirittura per immagina le regole si concordano in corsa e mutano se condivise dai giocatori.

immagina nasce da un lungo percorso che ha portato il suo ideatore, giuseppe selva, a nuotare controcorrente per smuovere un ambiente chiuso e autoreferenziale quale il cinema.

Per fare chiarezza diciamo subito che apriamo due grandi capitoli del nostro “volere cinema”.

1. Il cinema che vogliamo vedere è l’universo mondo del cinema, senza preclusioni di genere, nazionalità, temi.

Amiamo un cinema indipendente, ma siamo consci che la difficoltà maggiore per il cinema di farsi arte è l’impossibile separazione dall’industria. Non rifiutiamo a priori il cinema dai costi astronomici, ma ci piacerebbe che se il mondo del cinema scende in piazza contro i tagli alla cultura, misurasse di più i propri cachet perché se è vero che Marchionne ha uno stipendio 500 volte quello di un suo operaio, tutti potremmo far la nostra parte rinunciando a quanto eccede, giustificato dal fatto che il cinema è per antonomasia “eccesso”. Pretendere cachet che un uomo medio non guadagnerà mai nemmeno, a volte, nell’arco dell’intera vita riguarda una sfera etica che va al di là del personale e quindi della morale che non vogliamo fare a nessuno.

E guardate che non stiamo parlando di cinema militante da cui siamo e siamo stati lontani anni luce, ma un cinema più giusto e democratico.

2. Il cinema che vogliamo fare è solo in parte quello sino ad oggi realizzato.

Ci piace molto lo slogan il cinema che vogliamo è quello che facciamo! Realisticamente, però, sappiamo che siamo distanti da quell’obiettivo. immagina produce cinema low budget, senza ipocrisie, come costrizione dovuta alla povertà, ma anche come scelta etica.

I finanziamenti non li riceviamo perché non apparteniamo a nessuna parrocchietta politica e non ci accodiamo a chi dice che la sinistra è come la destra, vero saggio di qualunquismo, ma in Italia vige la legge del familismo e come tale conforma le regole a questa prospettiva che spesso miete vittime fra le organizzazioni più deboli in fatto di legami.

immagina ha sempre voluto esser giudicata per quanto fatto e non per la rete di rapporti che ha saputo intessere al fine di goderne i privilegi. Andiamo controcorrente, ma non siamo contro nessuno, ognuno tessa la propria tela, alla fine si faranno i conti. Siamo fondamentalmente convinti che un cinema low budget consentirebbe una maggior ricerca e sviluppo di idee, quindi nuove storie e nuovi talenti. Fare cinema per noi è ricerca da condividere con amici, prima che collaboratori. Sviluppare professionalità insieme, attraverso la cultura del Laboratorio o come amerebbe dire l’amico Giorgio Mari, che ha fondato un’azienda con il medesimo nome, La Bottega.

Il laboratorio è una base teorica imprescindibile come lo è anche la bottega d’artista dal medioevo e al rinascimento, forse, più rappresentativo per l’esempio appena fatto, almeno per quanto concerne un’iconografia e una storiografia da noi umilmente e limitatamente conosciuta.

Lo sono in misura diversa LA FACTORY, LA NOVELLE VAGUE, LA BAUHAUS, GRUPPO 63, WU MING alias LUTHER BLISSETT… volontariamente mescoliamo le carte e l’arte… è l’arte del gioco

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  • ~ Elisabetta Bernardini, regista

    "Alla base del MonFilmFest c’è un’idea geniale e coraggiosa: dimostrare con i fatti che si puo’ creare e realizzare del cinema bello o dignitoso anche senza l’utilizzo di tutti i mezzi necessari"

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